
“Non possiamo diventare ciò che vogliamo rimanendo ciò che siamo.”
Max De Pree – scrittore
La forza del lasciare andare: quando la distruzione consapevole diventa crescita
Ci sono fasi della vita in cui percepisci chiaramente che qualcosa non funziona più. Non sempre sai dare un nome preciso a quella sensazione, ma la riconosci: è l’intuizione profonda che ciò che stai trattenendo — una relazione, un’abitudine, un ruolo, un modo di pensare — non ti rappresenta più.
Questa consapevolezza è la porta d’ingresso a ogni grande trasformazione.
Contrariamente a ciò che spesso si crede, il cambiamento non nasce da gesti impulsivi o rivoluzioni improvvise. Nasce da uno spazio vuoto: un vuoto che fa paura, ma che è necessario. Perché se continui a riempire la tua vita di ciò che non funziona, non lasci alcun margine al nuovo.
Il momento in cui capisci che “così” non puoi più andare avanti
Arriva un giorno — sempre — in cui la mente smette di giustificare e il corpo smette di sopportare.
È il momento in cui comprendi che:
- stai trattenendo qualcosa solo perché ti è familiare
- stai restando per abitudine, non per scelta
- stai investendo energie in dinamiche sterili
- stai vivendo in piccolo, quando una parte di te vorrebbe espandersi
Non si tratta di giudicarti, ma di vedere.
La lucidità, nella psicologia clinica, è il primo passo del cambiamento. È quando inizi a riconoscere la dissonanza tra ciò che sei e ciò che stai vivendo.
Perché lasciare andare fa così paura?
Perché implica una micro-distruzione:
la distruzione del conosciuto, dei riferimenti, delle routine emotive costruite negli anni.
Il nostro cervello tende a preferire ciò che è familiare, anche quando non è sano. Questo meccanismo — chiamato conservatorismo cognitivo — porta le persone a restare in situazioni insoddisfacenti pur di non affrontare l’incertezza.
Eppure, ogni vera crescita richiede un atto di interruzione.
Perché lasciare andare fa così paura?
Perché implica una micro-distruzione:
la distruzione del conosciuto, dei riferimenti, delle routine emotive costruite negli anni.
Il nostro cervello tende a preferire ciò che è familiare, anche quando non è sano. Questo meccanismo — chiamato conservatorismo cognitivo — porta le persone a restare in situazioni insoddisfacenti pur di non affrontare l’incertezza.
Eppure, ogni vera crescita richiede un atto di interruzione.
Le trasformazioni più importanti nascono da scelte lucide
La trasformazione non nasce dall’impulso, ma dalla visione.
Dalla capacità di ascoltare quello che senti dentro e di riconoscere che non vuoi più vivere in automatico.
Lasciare andare significa:
- accettare che sei cambiato
- riconoscere che ciò che ti serviva ieri oggi non ti nutre più
- onorare la versione di te che stai diventando
- scegliere con intenzione, non con paura
- smettere di aggrapparti a ciò che è “comodo” ma non è “giusto”
Non tutto ciò che finisce è un fallimento
Spesso le persone vivono la chiusura di un ciclo come una sconfitta.
In realtà, è proprio il contrario: è un atto di maturità psicologica.
Crescere significa saper distinguere ciò che va protetto da ciò che va concluso.
Significa comprendere che lasciar andare non è perdere: è creare spazio.
Come capire cosa devi lasciare andare
Ecco tre domande che utilizzo spesso in perché aprono varchi di consapevolezza:
- Cosa sto trattenendo solo perché è comodo o familiare?
La comodità non è un valore. A volte è una gabbia. - Che cosa desidero davvero creare, oggi, nella mia vita?
Il cambiamento ha senso solo se sai dove vuoi andare, anche vagamente. - Che cosa deve lasciare spazio a ciò che sta arrivando?
La mente umana non crea dal pieno: crea dal vuoto.
Rispondere con onestà a queste domande è già metà del percorso.
Il coraggio nasce dalla visione, non dalla forza
Molte persone dicono: “Vorrei lasciare andare, ma non ho coraggio”.
La verità è che il coraggio non arriva prima della decisione: arriva dopo.
Quando la tua visione diventa più forte della tua paura, la scelta diventa possibile.
Quando sai che quella distruzione non è fine, ma inizio, allora smetti di temere il vuoto e inizi a proteggerlo.
È in quello spazio che nasce la tua rinascita.
Lasciare andare è scegliere, non perdere
Lasciare andare significa decidere cosa merita davvero di accompagnarti.
Significa dire:
- “Questa abitudine non mi fa crescere.”
- “Questa relazione non sostiene più il mio benessere.”
- “Questo modo di pensare mi limita.”
- “Questa realtà non è più mia.”
Significa onorarti.
Cosa accade quando lasci andare ciò che non funziona
Nel lavoro clinico si osserva una dinamica costante:
quando una persona smette di trattenere qualcosa che non le appartiene più, avviene un’apertura.
Inizia a dormire meglio.
Respira meglio.
Pensa più chiaramente.
Sente energia.
Sente spazio.
Lo spazio interiore è il luogo dove nasce tutto ciò che vuoi creare.
Conclusione
Non trattenere per paura ciò che non ha più significato per te.
La tua vita non cambia quando arriva qualcosa di nuovo: cambia quando trovi il coraggio di lasciare andare ciò che è vecchio.
Il futuro che desideri non può entrare se tieni chiuse le porte con entrambe le mani.
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“A volte lasciare andare è un atto più potente che difendere o trattenere”
Eckhart Tolle – scrittore
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Fonti
- American Psychological Association — APA. Psychological resilience and behavior change.
- Daniel J. Siegel — Mindsight: The New Science of Personal Transformation.








