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Persona che ritrova fiducia in sé stessa attraverso un percorso di crescita interiore.

Albert Bandura – psicologo

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Ritrovare fiducia in te stesso: come ricostruire l’autostima attraverso piccoli passi consapevoli

La fiducia in se stessi è una delle basi psicologiche più importanti per costruire una vita stabile, serena e orientata ai propri obiettivi.
Eppure, molte persone vivono la fiducia come un tratto innato: o ce l’hai o non ce l’hai.
In realtà, l’autostima è un processo dinamico, una competenza emotiva che possiamo coltivare giorno dopo giorno.

È vero: possiamo avere strumenti, opportunità e conoscenze, ma senza la fiducia nelle nostre capacità interiori quei mezzi rischiano di rimanere inutilizzati. La buona notizia è che l’autostima si può allenare. Si costruisce attraverso scelte coerenti, piccoli cambiamenti e azioni deliberate che, sommate nel tempo, trasformano il modo in cui ci percepiamo.

Quello che segue non è un elenco di “ricette miracolose”, ma un percorso psicologico che parte da te: dalle tue promesse, dalle tue abitudini, dalle tue paure e dalle tue possibilità concrete di cambiamento

Strategie psicologiche per ricostruire l’autostima e credere di nuovo in te stess@

Mantieni le promesse che fai a te stess@

La fiducia personale si sgretola quando, per troppo tempo, ignoriamo gli impegni presi con noi stessi. Promesse troppo grandi o irrealistiche generano frustrazione e senso di fallimento.
La psicologia clinica mostra che le micro-promesse mantenute ricostruiscono sicurezza e stabilità.

Scegli un obiettivo piccolo ma vicino

Gli obiettivi non devono essere spettacolari, devono essere raggiungibili.
Ogni piccolo traguardo genera un ciclo virtuoso: azione → risultato → motivazione.
Scegli un obiettivo realistico, realizzabile in poco tempo, e impegnati davvero a portarlo a termine.

Modifica una piccola abitudine alla volta

l cambiamento radicale genera entusiasmo iniziale e abbandono precoce.
La psicologia comportamentale mostra invece che l’identità si modifica attraverso micro-abitudini ripetute nel tempo.
Scegline una, lavoraci per 30 giorni, poi passa alla successiva.

Allena il corpo per rafforzare la mente

L’attività fisica aumenta l’autoefficacia, la motivazione e la resilienza.
Fare movimento non è solo “salute”: è un allenamento a sentirti capace, costante, determinato.

Sorridi e alleggerisci il giudizio su di te

Un gesto semplice che modifica il tono emotivo interno.
Sorridere non nega il problema: ti rimette nella posizione giusta per affrontarlo.

Applica la regola dei tre minuti

Piccole azioni immediate riducono l’ansia, aumentano il senso di controllo e rompono il meccanismo della procrastinazione.

Coltiva la gratitudine

Focalizzarsi su ciò che funziona – invece che sul problema – amplia la percezione delle risorse disponibili e incrementa l’autostima.

Sposta l’attenzione dalle difficoltà alle soluzioni

Tutti abbiamo problemi: ciò che fa la differenza è l’atteggiamento mentale con cui li affrontiamo.
La prospettiva orientata alla soluzione è uno dei pilastri del benessere psicologico.

Aiuta qualcuno senza aspettarti nulla

Il senso di autoefficacia cresce anche attraverso la cura degli altri.
Dare valore genera valore.

Leggi per nutrire la mente

Più conosci, più idee sviluppi.
Più idee sviluppi, più possibilità hai di creare.
E ogni creazione rafforza la fiducia nelle tue capacità.

Impara a studiare con metodo

La preparazione aumenta sicurezza, padronanza e senso di competenza.
Studiare con strategia trasforma l’ansia in capacità.

Agisci in positivo

Non basta pensare diversamente: serve comportarsi diversamente.
L’azione costruisce identità e autostima.
Agisci come se fossi la persona che vuoi diventare.

Smetti di rimandare

La procrastinazione è una delle forme più comuni di autosabotaggio.
Inizia da ciò che stai evitando da troppo tempo: l’azione immediata ricostruisce il senso di controllo.

Rimetti ordine fuori per recuperare ordine dentro

Piccoli gesti quotidiani – come rifare il letto – generano un senso di padronanza e contenimento interiore.

Comportati come la versione futura di te stesso/a

La tecnica del “come se”, tipica della psicoterapia cognitivo-comportamentale, permette di anticipare nella pratica comportamenti e atteggiamenti desiderati.
Agire come se fossi già la persona che vuoi diventare crea i presupposti per diventarlo davvero.

Affronta gradualmente ciò che ti spaventa

La fiducia nasce dall’esperienza diretta.
Ogni situazione affrontata e superata diventa una prova concreta delle tue capacità.
Evitarle indebolisce, affrontarle rafforza.

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Persona che ritrova fiducia in sé stessa attraverso un percorso di crescita interiore.

Carl Rogers– psicologo

 

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firma di martina chiereghin

Fonti

Bandura, A. (1997). Self-efficacy: The exercise of control. New York: W. H. Freeman.
(Testo di riferimento fondamentale sul concetto di autoefficacia, alla base della fiducia in sé e dell’autostima).

Neff, K. D. (2011). Self-Compassion: The Proven Power of Being Kind to Yourself. HarperCollins.
(Opera che approfondisce il legame tra autocompassione, fiducia personale e crescita psicologica).

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    Nathaniel Branden – psicoterapeuta e scrittore statunitense

    V

    I segnali che la psicoterapia sta funzionando (anche quando non te ne accorgi)

    Durante un percorso di psicoterapia è naturale voltarsi indietro e chiedersi: “Sto davvero cambiando o sto semplicemente parlando?”.
    È una domanda che molti pazienti si pongono, e che spesso nasconde un dubbio comprensibile: il cambiamento psicologico non è quasi mai lineare. Non si presenta come un “prima e dopo”, ma come una serie di piccole consapevolezze che maturano nel tempo.

    Succede così: a un certo punto ti sorprendi a rispondere in modo diverso a una critica, a riconoscere un’emozione senza esserne travolto, o a dire un “no” che tutela il tuo spazio.
    Sono gesti minuscoli, ma rivelano un processo profondo: i semi piantati in terapia stanno germogliando.

    In questo articolo ti accompagno a riconoscere i segnali concreti, spesso invisibili ai tuoi occhi, che indicano che la terapia sta davvero funzionando.

    I segnali che mostrano che la tua terapia sta dando risultati reali

    Riconosci il tuo critico interiore… prima che prenda il sopravvento

    Il cambiamento non inizia quando elimini la voce critica, ma quando la intercetti.
    Se ti ritrovi a fermarti a metà di un pensiero come:
    “Aspetta… da dove arriva questa frase così giudicante?”,
    significa che stai passando dalla reazione automatica alla consapevolezza.
    E questa è una forma di libertà mentale.

    Non vivi più le emozioni come nemiche da zittire

    Ansia, tristezza, rabbia: non le consideri più difetti o fallimenti personali.
    Inizi a chiederti:
    “Cosa mi stanno comunicando?”
    Accogli le emozioni, le ascolti, le interpreti.
    Questo passaggio – dal combattere al comprendere – è uno dei segnali più forti di maturazione emotiva.

    Dire “no” non è più una minaccia, ma un atto di cura verso te stesso/a

    Quando smetti di dire “sì” per paura di deludere e cominci a dire “no” per proteggere i tuoi confini, la tua vita relazionale cambia radicalmente.
    E la cosa più sorprendente?
    Il mondo non crolla.
    Anzi, comincia a somigliarti di più.

    Riconosci i tuoi schemi prima di ripeterli

    La differenza non è solo tra “ci casco ancora” e “ce l’ho fatta”.
    Il vero segnale terapeutico è quando riconosci lo schema prima che ti risucchi:
    “Questa dinamica mi è familiare… provo a rispondere in un modo nuovo.”
    Stai scegliendo, non reagendo.

    Smisuri il tuo valore in base allo sguardo degli altri

    Quando il tuo benessere non dipende più da un messaggio, da un like o da un riconoscimento esterno, qualcosa dentro di te si sta radicando.
    Cominci a sentirti “abbastanza”, senza bisogno di conferme continue.
    È l’inizio dell’autostima reale.

    Se ti riconosci in questi segnali, la terapia sta funzionando

    Non serve illuminarsi né “fare tutto giusto”.
    Serve esserci, ascoltarsi, restare nel processo.
    Se hai notato anche uno solo di questi cambiamenti, il lavoro terapeutico sta portando frutti — anche se non sempre te ne rendi conto.

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    Persona che riflette con serenità, simbolo dei progressi in psicoterapia

    Abraham Maslow– psicologo

     

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    firma di martina chiereghin

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